Recupero di edifici di ex edilizia carceraria

Data: 2007
Località: Ustica (Palermo)
Progettisti: Arch. Francesco Cannone
Collaboratori: Stefano Ientile, Andrea Lombardo

Recupero di edifici di ex edilizia carceraria

Il complesso del Fosso costituisce, con i suoi quattro edifici ed il muro di cinta, un sistema edilizio unitario proteso verso il mare, da considerarsi come vero e proprio interno urbano.
Il progetto tende a sottolineare questi aspetti, riunificando gli edifici attraverso un nuovo livello intermedio che disegna dei parziali soppalchi, con vedute verso gli ambienti sottostanti, e generando all’esterno una passerella che conduce verso il mare, come ci si trovasse sul ponte di un’imbarcazione.
La dislocazione delle funzioni nelle diverse parti determina distinti settori, evitando disfunzioni e interferenze tra i diversi usi: esposizione, ambienti per laboratori, magazzini, ufficio, servizi.
Il trattamento dei fronti conferma l’asciutta ritmica iconicità degli edifici, nel riordino e nella contenuta rimodulazione delle aperture e nel ripristino delle finiture tradizionali in intonaci a calce.
Nel complesso di via Petriera va riconosciuto e ripristinato l’impianto tipologico originario, sia relativamente all’organizzazione dei nuovi spazi interni che dei fronti esterni.
Relativamente all’edificio a quota inferiore, destinato ad auditorium, risulta consigliabile dislocare la sala perpendicolarmente alla direzione maggiore, ubicando il palco ed i servizi nella volumetria recuperabile alla quota sottostante dell’edificio contiguo, sia al fine di ottenere una migliore ambientazione ed una maggiore partecipazione del pubblico, sia per assicurare la giusta dotazione di uscite di sicurezza da entrambi i lati della sala, cosa difficilmente ottenibile ubicando il palco ad una delle due testate.
Per l’edificio a quota più alta viene prevista l’opportunità di organizzare il livello superiore, destinato a foresteria, con aperture ed affacci sul livello inferiore, destinato a sala mostre, che risulta così in parte a doppia altezza.
Il trattamento previsto per i fronti, oltre che corrispondere alle esigenze di illuminazione degli interni, richiama il senso di sintetica espressività che caratterizzava l’immagine esterna originaria, con ingressi in asse e finestroni superiori uguali ai due lati.

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